Scilla e Cariddi

Lyrics
[Testo di "Scilla e Cariddi"] [Strofa 1] Dal terreno bagnato dal Tirreno barcaioli col corpo Lasciano il porto nel primo colpo di remo La coltre, il suo velo corto diremo Coprono il vero solco, in vero sotto Dormono a bordo molto di meno Ma bevono il doppio, un sorso di nero da un calice rotto E per un goccio leccherebbero pure un coccio di vetro Ad ogni scorcio quel cielo diventa rosso Il moto ondoso dopo poco ha gi� percosso Per il percorso di metro Si muovono a tratti lenti, a curve con reti rotte Oppure in rotte e sentieri corretti dalle correnti Con venti nel mare mosso e falle come torrenti Che fanno i commenti amen e poi le barche con venti Odisseo ne copr� i vertici e vispo, di anni tredici Ritira gi� quei dentici avvolgendo i mulinelli Con gli stivali mimetici e il sale fisso tra i capelli Osservato dai fratelli che quasi stentano a crederci Soleva immergersi nel mercato Cresce in strada tra ogni tenda e scala, sedia e scatola Dove sopra ogni primizia fresca di giornata primeggia La punta gigantesca sopra la testa del pesce spada Pescato a mo di esca per vendere ventresca Prima che la gente esca e prima che la merce scada Lui piazzato l� e coi cani un'altra festa in spiaggia Mentre squarcia un'altra pancia brandendo coltello e spatola Mira la scapola, tira lo spago, ma resta sempre la sagoma Di una spigola a stritolare la sagola E non la bestia avida e strana di fama � massima Stanca di far man bassa di ogni carcassa e tracina [Strofa 2] La massa segue la traccia che lascia dalla plancia Porta la barca verso le braccia dell'acqua placida Dicono una patina magica la protegga E la sua potenza sia la causa di quando il mare si agita In quei posti i bambini raccontano storie infantili ma buie Che descrivono due mostri marini Con grossi canini, indomiti carnivori Reincarnazioni sotto le imbarcazioni degli uomini cattivi Catturarli e portarli al focolare Avrebbe reso anche il fabbro locale il pi� popolare dei cittadini Colorare d'oro dieci catini Ricompensa per lasciare il lavoro e dimenticare le cicatrici In quei giorni difficili, la crisi chiunque la respira Come l'aria estiva nel clima di una vita mai festiva In una civilt� silente e anche restia Odisseo va via dalle residenze resiliente a stare in stiva Per l'abisso nello stretto di Messina Dove la foschia che schiva Si manifesta anche in ogni sua cresta e spira Quando la bestia muove la testa e dopo si arresta Vibra la terra ricca di campi di pesca e spiga La canna da pesca nella sua mano la destra E sfila del pane azzimo prima condito col latte d'asino Saltano sarpe e sarde intrecciate come le piante Nel bricolage in cui la briciola priva la prima primula Neanche una creatura mistica Odisseo sferra calci su un amico che ne imita la mimica Dicono abbia pinne come falci e denti come ganci Lui pensa a quelle fauci e a quante collane farci Poche remate avanti tre scogli poco distanti Rendono tutti distratti e poi fanno iniziare i pianti Fanno saltare i patti quando gli altri Su quei sassi vedono infrangersi le assi Di una barca che sbanda altri corpi arsi Di pescatori sparsi al grido di allontanarsi Ma i venti cambiano fasi e i presenti saltano pazzi Nei corsi salmastri risalendo l'onda Dentro l'ombra dei fasci dei frassini Uomini magri e pesci grassi Leggera come una foglia, il vento nella chioma folta Raggiunge la costa opposta, arancione la giovane flotta Ma la storia racconta nelle fosse ci fosse un'altra bestia immonda Che riesce a mandare in orbita un pesce nell'acqua torbida Odisseo prende l'esca e conta fino a notte fonda In attesa pensa che la sua lenza non sia pi� morbida Ma quella pretesa fu una sentenza E la bestia orrida strinse la presa A colpi distesa la barca sordida Ora tutto crolla e resta sulla soglia solida Mentre la ciurma morta � raccolta nella tempesta Il ragazzo d� uno sguardo a destra Il ronzio di una vespa che adesca la pianta solida La bestia era detta infernale, chi la vuole affrontare Finisce per affondare, si unisce al fondale Ma Odisseo � vivo, aggrappato a un albero di fico Pescato dal suolo antico e mai rigettato in mare
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Credits
- Writers
- Paolo Paone
- Carlo Corallo