Etna

Lyrics
[Testo di "Etna"] [Strofa 1] Dal pi� grigio portale all'ufficio postale Un uomo, pare dal fare ligio, fa un litigio nell'edificio centrale Ed ha il vizio di mormorare, vuole superare il tizio Precedente nelle trame dell'ambiente verde rame All'inizio lascia perdere, ma poi riprende ed esce per le strade Col sorriso niente male di un mittente Che riesce a spostare in corsa ogni nuca che la sosta E torna a mettere le lettere nella buca della posta Ha la chioma bruna e la barba rossa Il viso mostra che la fortuna Non gli ha dato che un primo giro di giostra Ancorato sulla terra ruvida e la sua crosta Ha l'andatura di chi quando riceve cura si sposta Canta, suda e zoppica mentre scappa tra la sabbia bianca E scambia la baracca per una sorta di rocca Una visione distorta della casa diroccata In cui il bastone dirotta su un bastione al costone di roccia Non bussa alla porta, vive solo da anni Tra mille vasi di terracotta ma con il sole davanti E la pressione che una volta tempra la forca ai braccianti Ed altre tempera le armi dei cacciatori nei campi Coliche e crampi, al pollice i calli ed ha un polso Come un tronco, cos� grosso che non conosce i guanti In quanti hanno spinto la maniglia di forza E si mostra vaniglia la scossa che � imposta dalle falangi Tutti i giorni santi in laboratorio lavora l'oro Sopra il banco bianco, come l'avorio degli elefanti Lontano dall'odio, pure dal coro di quei passanti Lo chiamano l'"uomo d'armi sposato con i metalli" Ma sbagliano nei dettagli, non porta coltelli o magli Vuole che il suo fuoco abbagli e non bruci di certo gli altri Sulle nocche ha cento tagli a procurargliele la notte Confonde se � presto o tardi ed il sole coi temporali Se perde la cruna sente paura mentre fa luna E una volta ogni mese scopre la luna come Ci�ula Ha le gambe protese sempre pi� tese nella radura E le valli scoscese in mezzo alle crepe e alla pietra dura Risfiora la serratura e ritorna la venatura sulla pressa La lama sembra contenta Lui la ama come si fa con una dama o una contessa Mentre aumenta quel caldo nella sua testa E la carbonella � pi� spessa Corteggia leghe come le prede di una leonessa E mentre martella ogni materia si fa compressa A volte convessa, il metallo lo vede come un prete Non c'� rete per il fedele che si confessa [Ritornello] Tutti fan della fuliggine Sta prendendo un deltaplano Per piegare le ali rigide Sulla rotta di un vulcano E tornare alla tua origine S�, pu� sembrarti strano Ma se un re non resta un principe Capisce quant'� difficile essere uno schiavo [Strofa 2] Il caldo � tanto, � sempre abitato il posto su in cima "E chiss� se � nato prima il vulcano o la sua fucina" Si chiede la gente cinica nella citt� vicina Che coltiva l'ira come la spiga sulla collina Qualcuno sentiva da bimbo che in passato L'uomo � stato tra le stelle e forse ha toccato l'Olimpo Sfiorato con la sua pelle la vita da bello e ricco Ma dopo � rimasto cenere e venne nel ventre fitto Del grande vulcano siculo, sfid� un viaggio marittimo Che gli distrusse fisico e spirito su un relitto Dicono: "Ora aspetti da solo sulla montagna in quella stanza" E ha la speranza di rivedere suo figlio Il giovane via da piccolo tramando in un viaggio per l'istruzione Con l'intenzione del fabbro di dargli una professione Senza tensione, star calmo del fatto Che un giorno torni nella polvere per soccorrere il babbo Ma intanto lui invecchia, pi� stanco, la primavera Spedendo un messaggio affranto ogni giorno quando fa sera Sperando che il figlio legga e risponda alla sua preghiera E un postino lasci un'epistola fissa sulla ringhiera Scrive "Ciao, sono E., tuo padre Anche stanotte io ho sognato di rivederti tornare Tu bello come la mamma, ti vedo mentre cammini Ed invece sto in mezzo al magma, le coltri nere e i camini Chiss� se hai chi ti ama, se studi o forse ti alleni Ormai sono di lava ed ho gli occhi come crateri Ti saluto, sperando nel tuo arrivo dalla costa Il mio aiuto, sai, mi manca la forza e tremano le ossa" Cos� durante un'alba rossa, di quelle semplici Sibili insetti e serpi svegliano i setti desertici E la risposta in quei sedici anni attesa nel tempo � nella borsa di un postino che bussa mattina presto La porta � aperta, nessuno grida "esco" Poi l'addetto toglie il cappello e ritrova morto il corpo del vecchio Sai, il destino amaro � questo, nel testo Un "Padre, ti amo" inviato al destinatario: Efesto [Ritornello] Tutti fan della fuliggine Sta prendendo un deltaplano Per piegare le ali rigide Sulla rotta di un vulcano E tornare alla tua origine S�, pu� sembrarti strano Ma se un re non resta un principe Capisce quant'� difficile essere uno schiavo
Rate this song
0/5.0 - 0 Ratings
Loading comments...
Credits
- Writers
- Paolo Paone
- Carlo Corallo