Dunque fia ver, dicea, che mi convegna

Album cover art for "Dunque fia ver, dicea, che mi convegna" by Andrea Gabrieli

Andrea Gabrieli - Pop

Dunque fia ver, dicea, che mi convegna

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Dunque fia ver (dicea) che mi convegna Cercare un che mi fugge e mi s'asconde? Dunque debbo prezzare un che mi sdegna? Debbo pregar chi mai non mi risponde? Patir� che chi m'odia, il cor mi tegna? Un che s� stima sue virt� profonde Che bisogno sar� che dal ciel scenda Immortal dea che 'l cor d'amor gli accenda? Sa questo altier ch'io l'amo e ch'io l'adoro N� mi vuol per amante n� per serva Il crudel sa che per lui spasmo e moro E dopo morte a darmi aiuto serva E perch� io non gli narri il mio martoro Atto a piegar la sua voglia proterva Da me s'asconde, come aspide suole Che, per star empio, il canto udir non vuole Deh, ferma, Amor, costui che cos� sciolto Dinanzi al lento mio correr s'affretta; O tornami nel grado onde m'hai tolto Quando n� a te n� ad altri era suggetta! Deh, come � il mio sperar fallace e stolto Ch'in te con prieghi mai piet� si metta; Che ti diletti, anzi ti pasci e vivi Di trar dagli occhi lacrimosi rivi! Ma di che debbo lamentarmi, ahi lassa Fuor che del mio desire irrazionale? Ch'alto mi leva e s� ne l'aria passa Ch'arriva in parte ove s'abbrucia l'ale; Poi non potendo sostener, mi lassa Dal ciel cader: n� qui finisce il male; Che le rimette, e di nuovo arde: ond'io Non ho mai fine al precipizio mio

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Credits

Writers
  • Ludovico Ariosto
  • Andrea Gabrieli