Era Un Giorno... (Incipit Per 4)

Album cover art for "Era Un Giorno... (Incipit Per 4)" by La Kattiveria & Vara (Various Vee) & Pole (ITA)

La Kattiveria & Vara (Various Vee) & Pole (ITA) - Rap, Rap Italiano

Era Un Giorno... (Incipit Per 4)

0 Plays

Duration: 0:40

View Album

Lyrics

[Testo di "Era Un Giorno... (Incipit Per 4)" ft. Vara & Pole] [Strofa 1: Murubutu] Era un giorno come tanti della stagione d'autunno Ma tra i tanti altri questo era forse il più lungo Un mattino d'inizio secolo, il ghiaccio azzurro Il sole scaldava timido i marciapiedi di Pietroburgo Tizio guardava i topi mordere resti freschi Camminava pensoso lungo la Prospettiva Nevskij Sagome passavano al trotto senza viso Un soffio gelido colpì il cappotto dal bavero liso Ciondolando valutava un'altra svolta a destra, un'altra Porta aperta, qua la folla ha fretta, per una Morte certa basta una botta netta in testa Poi si appoggiava e valutava un'altra vodka secca, la sesta E che gli resta in queste terre dell'est? Giusto la musica che fugge dalle finestre Voleva andare lontano, non sa dove né come Chinò il capo, chiuse gli occhi e pensò d'essere altrove [Strofa 2] Era un giorno come tanti della stagione d'autunno Aspettavamo l'inverno in mezzo a un caldo assurdo Il sole a picco teneva trafitto il coscritto Trincea del fronte africano nel secondo conflitto Tizio fissava afflitto il suo destino trafitto A cento chilometri da Alessandria d'Egitto Stringeva le garze bianche, si giocava le scarpe a carte Poi fumava stanco appoggiato al cingolo di un Panzer Nella noia tormentava con i sassi una latta Un'altra alba piatta passa su 'sta massa di sabbia Basta del piombo una cassa per una morte classica Era solo la rabbia a spaccargli le labbra Che gli resta ormai in queste terre del sud? Ora più niente o niente più, e in più I deserti di sole fanno lo stesso rumore Chinò il capo, chiuse gli occhi e pensò d'essere altrove [Strofa 3] Era un giorno come tanti della stagione d'autunno L'ultimo splendore, il sole muore, l'ultimo lume lucido Un tramonto di fuoco tra gli spari del '71 Dava tepore al suo corpo tra i monti dell'Appennino Tizio teneva su una pietra di mille anni La lama del fiume procede lenta da millenni Rallenta l'esistenza faticosa dei suoi muscoli Pesanti su spalle vecchie di fatiche di secoli Giungeva il pensiero limpido e nitido Come l'acqua tra i suoi piedi rilassava i suoi pensieri Preparava i suoi sogni, scacciava il brutto incubo E lisciava la sua fronte corrucciata con un brivido Che gli resta adesso in queste terre dell'ovest? Un ricordo distorto di sangue e dolore Un destino meschino in una strage senza nome Chinò il capo, chiuse gli occhi e pensò d'essere altrove [Strofa 4] Era un giorno come tanti della stagione d'autunno Il sole gettava nella vallata una colata di metallo fuso Il cupo rombo di blindati, latrati di mitragliatrici Il '15-'18 sotto le guglie aguzze delle Dolomiti Tizio teneva un dito sul grilletto, il fucile stretto al petto Aspettava dalla sorte il verdetto netto Sotto l'elmetto non più il ragazzetto delle camerate Ma un soldato divenuto uomo tra il fumo acre delle granate Qua il degrado umano procedeva bruciando tappe Gli anfratti fra le rocce diventano trappole sotto una pioggia di Shrapnel L'amor patrio era andato, rimasto incastrato Con i poveri corpi morti sul reticolato di filo spinato Ora che gli resta di queste tristi terre del nord? Adesso che di se stesso non resta che un esile ricordo Tra le pareti di pietra l'eco della morte non fa rumore Chinò il capo, chiuse gli occhi e pensò di essere altrove

Rate this song

Rate this song

0/5.0 - 0 Ratings

5
0.0% (0)
4
0.0% (0)
3
0.0% (0)
2
0.0% (0)
1
0.0% (0)

Loading comments...

Credits

Writers
  • La Kattiveria