Il Sosia

Album cover art for "Il Sosia" by Giorgio Gaber

Giorgio Gaber - Pop, Italia

Il Sosia

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Duration: 4:04

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Lyrics

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Fuori c'era un bel cortile Poi le grandi scale E c'era il vento E gli alberi di mele Si fece notte E un uomo della mia statura e della mia presenza Mi conduceva in un'insenatura Che a un certo punto diventava la mia stanza Lì c'era tutta la mia vita Che per la prima volta mi si rivelava E c'era un grande specchio Che indifferente mi duplicava L'uomo della mia statura e della mia presenza Forse troppo familiare Forse troppo somigliante Mi stava accanto e non faceva niente Mi giunse la sua voce Che assomigliava un po' alla mia Ormai era più ingrata e senza sfumature Con certe fastidiose intonazioni Che sento a volte nelle mie registrazioni Ma più che altro Mi spaventò il suo volto Tremendamente uguale al mio Non ebbi più alcun dubbio Quell'uomo ero senz'altro io E allora io mi vidi Così brutto e scoperto Che fui preso dal terrore E mi scoppiava il cuore Come fosse un infarto E lui rideva E poi sputava l'aria Con una calcolata cattiveria E quella smorfia era la mia copia speculare Così imbruttita e repellente Da fare orrore Odio il tuo viso che è la mia caricatura Odio la tua voce che è la mia scimmiottatura Odio l'arroganza della tua idiozia Odio la tua stupida parola che è la mia Ma lui restava immobile a guardare Poi prese a parlare esageratamente adagio Mi disse che era logico e normale Che in quella notte di casuale sortilegio Aveva avuto il privilegio Di conoscere il male Fuori non c'era più il cortile Né le grandi scale E nemmeno il vento Né gli alberi di mele Era come un sogno che svapora Che quando lo racconti Non riesci neanche a ricordarti Fuori mi aspettavano altri sogni Altri infarti

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