Gildo

Album cover art for "Gildo" by Giorgio Gaber

Giorgio Gaber - Pop, Italia

Gildo

2 Plays

Duration: 5:46

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Lyrics

Language:

[Strofa 1] Fu proprio l� nella corsia di un ospedale Che aprii gli occhi e vidi un letto accanto al mio Il primo giorno si ha una sensazione spiacevole e volgare E i piccoli disagi non fanno bene al cuore Ma la notte, la notte Aumenta lo spessore del dolore con le sue presenze La notte, il cuore � gonfio la notte E i lamenti dei malati riempiono le stanze Ma stranamente il giorno dopo prima che arrivino i parenti Si fa un poco di ironia persino sui lamenti E il letto accanto al mio con dentro un uomo grosso e un po' volgare Diventa una presenza singolare [Ritornello] "Gildo, come faccio, mi vergogno, dovrei andare" E Gildo, il grosso Gildo, mi insegna da sdraiato come devo fare E intanto a pochi metri di distanza si fatica a respirare [Strofa 2] Sono le innocenti stonature di un salotto Sono i piccoli fastidi, i gesti un po' meschini Che fanno l'uomo veramente brutto Ma in ospedale dove la perdita � totale Dove lo schifo che devi superare � quello di aiutare un uomo a vomitare Dove non c'� pi� nessuna inibizione Dal vomito al sudore, alla defecazione E allora salti il piano se lo sai saltare E entri in un altro reparto dell'amore [Ritornello] "Gildo, io vorrei che all'insaputa delle suore" E Gildo, il grosso Gildo, mi passa di nascosto qualche cosa da mangiare E intanto a pochi metri di distanza un uomo muore [Strofa 3] Si parla poco e piano per diverse ore E a notte alta quell'ospite agghiacciante vien portato via E riprende indisturbato e noncurante il ritmo della corsia I piccoli disagi, l'ho gi� detto, fanno male al cuore Ma il senso della morte � sempre stato troppo forte Gildo, non l'ho mai saputo immaginare Chiss� perch� improvvisamente diventa elementare Potr� sembrare irriverente ma qualche ora dopo Ridevamo tutti per niente Ma a scanso di fraintesi Non � il cinismo mestierante dei dottori Ma il senso della vita che ti spinge fuori [Ritornello] "Gildo, mi dispiace, son guarito, devo andare" E Gildo, che naturalmente mai pi� nella mia vita ci avr� il gusto di incontrare Nasconde, questa volta con vergogna, il suo dolore [Strofa 4] Il cielo azzurro e teso E le mie gambe strane, senza peso Attraversavo il giardino tremante Come in un sogno riposante Gli occhi delle nuove madri luccicavano E i grossi seni sotto le vestaglie biancheggiavano Solitario avvertivo quel candore, quell'aria di purezza E il cielo era azzurrino e c'era un po' di brezza E stranamente un senso d'amore che non so dire

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Credits

Writers
  • Sandro Luporini
  • Giorgio Gaber