Antenòr

Album cover art for "Antenòr" by Francesco Guccini

Francesco Guccini - Pop, Italia

Antenòr

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Duration: 7:20

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Lyrics

Si chiamava Anten�r e niente, si chiamava Anten�r e basta Perch� per certa gente non importa grado o casta Importa come vivi, ma forse neanche quello Importa se sai usare bene il laccio od il coltello... Anten�r usc� di casa, usc� di casa quella sera Garrivano i suoi pensieri come fossero bandiera Ma gli occhi erano fessura e il viso tirato a brutto Come all'et� in cui credi d'aver fatto quasi tutto... Un cavallo nitr�, ma quando? Una donna rise, ma dove? La luna, uno scudo bianco, un carro le stanghe in alto Chitarra, ozio, parole, chitarra, ozio, parole La pampa, un ricordo stanco, un mare quell'erba nera Pu� darsi fosse romantico, ma lui non lo sapeva Ma lui non lo sapeva, ma lui non lo sapeva... Quella donna rideva ad ore, quella luna solo uno sputo E per quel cavallo non avrebbe speso anche un minuto � difficile far rumore sulle cose che ci hai ogni giorno Le tue braghe, il tuo sudore e l'odore che porti attorno... La cantina era quasi vuota, scarsa d'uomini e d'allegria Se straniero, l'avresti detta quasi piena di nostalgia Nostalgia ma di che cosa, d'un oceano mai guardato Di un'Europa mai sentita, d'un linguaggio mai parlato? Anten�r chiese da bere e scambi� qualche saluto Calmo e serio danz� tutto il rituale ormai saputo Uomo e uguale coi suoi pari, quasi pari con gli anziani Come breve quella sera, come lunghi i suoi domani Proprio allora qualcuno, entrando nella luce, da dentro al buio Lo insult� appena, sussurrando, ma sembrava che stesse urlando Come per uno schiaffo, come per uno sputo... Anten�r lo guard� sorpreso, lo studi� e non lo conosceva E il motivo rest� sospeso fra la gente ferma in attesa E lui non lo sapeva, e lui non lo sapeva Poi sent� di una donna il nome, gi� scordato o non conosciuto Quante volte per altri � vita quello che per noi � un minuto Guard� gli uomini per cercare occhi, dialogo, spiegazione Ma se non trov� condanne, non trov� un'assoluzione... Anten�r usc� di fuori, bilanciando il suo coltello Per danzare malvolentieri passi e ritmi del duello Una donna non ricordata ed un uomo mai visto prima Lo legavano tra loro come versi con la rima Fint� basso e scart� di lato, quanti sguardi sent� sul viso Si sent� migliore e stanco, si sent� come un sorriso Che serata tutta al contrario, proprio niente da ricordare Punt� il ferro contro il viso, vide il sangue zampillare Tutto quanto era stato un lampo, Anten�r respirava forte Fece il gesto di offrir la mano, guard� l'altro e cap� pian piano Che tutto era stato invano, che l'altro cercava morte E cap� che doveva farlo, farlo in fretta perch� non c'era Un motivo per ammazzarlo, l'altro cadde e non rispondeva E lui non lo sapeva, e lui non lo sapeva Anten�r lo guard� cadere, sent� dire "la colpa � mia" Sent� dire "� stato un uomo", sent� dire "fuggi via!" La giustizia disse "bandito", ma un poeta gli avrebbe detto Che era come l'Ebreo errante, come il Batavo maledetto... Quante volte ci � capitato di trovarci di fronte a un muro Quante volte abbiam picchiato, quante volte subito duro Quante cose nate per sbaglio, quanti sbagli nati per caso Quante volte l'orizzonte non va oltre il nostro naso Quante volte ci sembra piana, mentre sotto gioca d'azzardo Questa vita che ci birilla come bocce da biliardo Questa cosa che non sappiamo, questo conto senza gli osti Questo gioco da giocare fino in fondo a tutti i costi...

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Writers
  • Francesco Guccini